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Benvenuti in Arymo

Uno spazio dedicato in cui sapere di potersi fermare, sentirsi accolti, accuditi. Un ambiente privo di aspettative o giudizi. Uno spazio in cui lasciar sedimentare, recuperare sé stessi, i propri ritmi e riprendere una relazione serena con il proprio corpo.
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Riprendere fiato

La pratica del respiro per riconciliare corpo e mente

Respiro l’aria che mi ha inspirata. La lodo e riscopro la via: la libertà, l’altitudine. Questo luogo è mio, forse nostro. L’una/o vi conduce all’altro. Se ciascuno coltiva il respiro, forse possiamo incontrarci: assaporare insieme l’aria, in lei amare la vita.
[Luce Irigaray]

In queste giornate difficili, in cui negoziamo con noi stessi nuove modalità di esistere: rinchiusi, separati, distanti, quante volte sentiamo il bisogno profondo di sospirare? Di liberare con un solo gesto quel peso che opprime il petto e soffoca la vita?

Eppure, spesso teniamo duro, andiamo avanti nonostante l’affanno interiore, richiudendo il respiro in una gabbia sempre più rigida, sempre più simile a una corazza.  Questo non ci rende eroi, ma guerrieri squinternati in debito di energia, slancio, creatività.

La pratica del respiro così centrale nello Hatha Yoga e nella meditazione si conferma un’arma strategica per contrastare lo stato delle cose. Per darci sostegno e centratura, per riportarci a casa dentro il nostro corpo.

Fermarsi per prendere fiato e trovare rifugio nel respiro sono gesti rivoluzionari e in controtendenza, che potrebbero farci sentire inadeguati alle sfide che il nostro tempo ci impone giorno dopo giorno. Tutto intorno a noi invoca azione, velocità, performance, efficienza; mentre tornare al respiro impone fermarsi, coltivare immobilità e silenzio per attingere alla nostra energia innata e inesauribile.

L’inspirazione viene verso di te, l’espirazione viaggia via da te. Questo crea un’increspatura che dona spazio, scivola su e giù, apre e allunga. È una sensazione piacevole, mentre tu inspiri, mentre tu espiri un’onda ti attraversa.
[Sandra Sabatini]

Provo infinita riconoscenza verso i Maestri che mi hanno incoraggiato e accompagnato a esplorare il flusso del respiro come strumento di auto-conoscenza. Confesso che mi sono fidata ciecamente delle loro parole perché all’inizio questa ricerca così sottile può sembrare inutile e vana.  

Ma occorre avere pazienza, coltivare questa pratica come la più delicata delle piantine, metabolizzare il respiro in tutte le sue modalità come diversi modi di danzare la vita e scoprire che a un certo punto sembra aprirsi dentro di noi un varco, uno spiraglio attraverso il quale percepire e percepirsi in maniera diversa.  

Giornate intere di pratica di respiro, con approcci diversi e Maestri diversi mi hanno permesso di percepire il corpo dal suo interno. Questo corpo-scrigno che piano, piano si apre, si rivela flessuoso e vibrante, capace di restare in asana senza sforzo o semplicemente immobile alla presenza di sé stesso e della vita che contiene.

COLTIVARE IL RESPIRO ISTANTE PER ISTANTE

Si impara così che esistono respiri diversi per momenti diversi. 

Il respiro cambia spontaneamente al mutare della nostra temperatura emotiva, è il primo segnale, insieme al battito, che il corpo si sta attrezzando ad affrontare la situazione.

Secondo le tradizioni di Mindfulness è sufficiente aprirsi a ciò che percepiamo interiormente attraverso il respiro per generare un’atmosfera accogliente ed esplorativa che ci consente di essere non solo testimoni del cambiamento, ma anche di elaborare risposte efficaci e meno reattive.

La tradizione dello Hatha Yoga invece ci mostra che possiamo coscientemente modificare il respiro per ottenere risultati fisici e interiori definiti, a seconda delle situazioni in cui ci troviamo.

Il respiro nello Hatha Yoga è lo strumento per integrare efficacemente corpo e mente. In asana ci consente di penetrare il corpo e raggiungere zone inesplorate di noi stessi.  La mente si fonde con la coscienza del corpo che continua a esplorare, e in questo avventuroso viaggio verso l’interno si pacifica e si rilassa.

Espandere progressivamente il lavoro del diaframma mentre il corpo si trova in una particolare posizione, una flessione in avanti, ad esempio, ci consente di portare l’onda respiratoria ad accarezzare il dorso e i fianchi, possiamo sentire il fluire dell’energia dinamica tra le vertebre dalla coda alla nuca; la gabbia toracica si fa elastica e accogliente, i fianchi si aprono. Durante lo spazio di una respirazione completa, ampia e controllata diventiamo testimoni di tantissimi accadimenti: le tensioni muscolari si allentano, zone recondite e inesplorate si attivano, generiamo un contatto tangibile con gli organi interni, facciamo esperienza della straordinaria elasticità del nostro sistema scheletrico. In questo entrare esplorativo nel corpo sappiamo di interagire profondamene sul sistema nervoso centrale, sul sistema endocrino, sul metabolismo, sulla nostra dimensione energetica.

Non è tanto importante conoscere tutti i dettagli di ciò che avviene dentro di noi nello spazio di un respiro consapevole. Ciò che conta è fare esperienza del cambiamento: la postura del corpo, la sua fluidità, la sua energia, la chiarezza dei nostri pensieri.  Dopo una pratica dedicata al respiro si sente di aver creato una connessione sempre più profonda e amorevole verso sé stessi, di aver risvegliato energie sottili, di essersi spinti oltre i propri normali livelli di essenza.

Praticare Pausa è uscire dal coinvolgimento con un’emozione o un pensiero, per diventare consapevoli dell’esperienza, nel momento, senza identificazione.
[Gregory Kramer]

DAL TAPPETINO ALLA VITA QUOTIDIANA

Le scoperte che ci regala il respiro consapevole sul tappetino mentre pratichiamo yoga, o sul cuscino mentre ci apriamo alla Mindfulness, non si limitano al breve spazio di tempo che ci siamo concessi per fermarci e dedicarci alla pratica formale.  

Il grande cambiamento, lento ma inesorabile, avviene quando impariamo ad applicare “Pausa” anche nella vita di tutti i giorni.  Quando cominciamo a fermarci nonostante gli spintoni e l’ansia che la nostra vita produce, quando creiamo uno spazio di ascolto, di respiro che ci consente di “scendere dal treno per dare un’occhiata in giro” (per citare nuovamente G. Kramer) per centrarci, sospendere il giudizio, evitare scelte affrettate, azioni puramente reattive…

Mano a mano che la pratica “filtra” nel quotidiano assistiamo al cambiamento, non solo nostro, ma anche in coloro che interagiscono con il nostro sistema e che ci sentono diversi. Nello spazio di un respiro si aprono nuove possibilità, si intravvedono alternative che nella pressione ansiosa del quotidiano stentiamo a cogliere. 

La vita può diventare veramente più interessante e creativa perché stiamo concedendo a noi stessi il tempo di respirare, sollevare lo sguardo e dirigerlo verso orizzonti nuovi.

Note bibliografiche: 

IL LIBRO DELL’ARIA E DEL RESPIRO – Gabriella Cella e Marco Manzoni

THE WHOLE BODY BREATHING – Sandra Sabatini e Michal Havkin

MINDFULNESS RELAZIONALE – Gregory Kramer